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Applicabilità delle informazioni antimafia alle attività soggette a SCIA

Il Consiglio di Stato, nel ribadire l’orientamento già espresso dalla sentenza n. 1109 del 22 febbraio 2018 (e condiviso dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 4 del 18 gennaio 2018), ha riaffermato, ancora una volta, con sentenza n. 6057 del 2/9/2019, l’applicabilità delle informazioni antimafia anche ai provvedimenti autorizzatori e alle attività soggette a s.c.i.a.
La Sezione ha ritenuto quindi che, per lo stesso tenore letterale del dettato normativo e per espressa volontà del legislatore antimafia, che le attività soggette a s.c.i.a. non sono esenti dai controlli antimafia, e che il Comune ben possa e anzi debba verificare che l’autocertificazione dell’interessato sia veridica e richiedere al Prefetto di emettere una comunicazione antimafia liberatoria o, come nel caso di specie, revocare la s.c.i.a. in presenza di una informazione antimafia comunque comunicatagli o acquisita dal Prefetto.

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