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Auto dimezzate dalla crisi ai vigili non resta che il bus

Fonte: genova.repubblica.it

Parco macchine tagliato, e il quaranta per cento è fuori uso per guasti. E i dirigenti non lasciano speranze: “Non sono previsti nuovi acquisti di mezzi”.

NESSUNO stupore se sui bus di linea di notte incontrate i vigili urbani con blocchetto delle multe e paletta che timbrano il biglietto e si siedono come normali passeggeri: colpa della spending review. Il Comune non ha soldi per riparare le auto di servizio e i cantunè usano i mezzi pubblici per spostarsi dai distretti a piazza Ortiz, punto di partenza delle pattuglie notturne. Il sindacato Sulpm l’ha presa male. 

“Il taglio dei fondi, impedisce la riparazione dei veicoli che, essendo anche datati, sono fermi con le “quattro frecce” dal meccanico _ denuncia il segretario Claudio Musicò _. La situazione è tragicomica, è sarà amplificata con i seggi aperti, l’allerta neve e i colleghi in straordinario: l’unica soluzione rimasta sono le proprie gambe o i mezzi pubblici. È accaduto che per non lasciare appiedato chi prende servizio la mattina, dopo che si sono cambiati, i colleghi delle sezioni periferiche per andare a Ortiz di notte abbiano preso il bus…”. Le auto in dotazione alla municipale sono 123. Nel giro di tre anni la “flotta aziendale” è stata ridotta all’osso se si tiene conto che nel 2010 le auto erano 154 e nel 2011 sono scese a 138. Le moto sono passate da 120 a 111 (2011) e ora sono 106 (2012). 

“Ma bisogna tenere presente _ va avanti Musicò _ che solo 59 sono allestite con insegne e dispositivi, cioè lampeggianti e sirena, perché non ci sono soldi per “vestirle” come diciamo noi”. Il problema è che il 40% non è utilizzabile. “Rimangono a disposizione circa 30 veicoli per 9 distretti e 9 per i reparti speciali. Quello che ci stupisce è che più del doppio, vengono utilizzati per spostamenti interni, per andare alle riunioni. Il Nac, il nucleo antiabusivismo che si occupa di sequestrare merce contraffatta, ha solo una Fiat Brava del 1999 e un furgone Ducato. L’amministrazione perché non acquista due adesivi e “gira” qualche mezzo a questa sezione?”. Le attività investigative sono azzoppate dalle crisi (non ci sono più telecamere, quella da 20 mila euro fatte a roccia sono state distrutte) e il parco auto è da rottamare. 

“Circolano una Suzuki Vitara del 1998, una Fiat Marea del 2000, dei furgoni Ducato e delle Fiat Panda che hanno quasi dieci anni. Poi c’è la “barzelletta” delle nuove Grande Punto acquistate un anno fa: sono Euro 3 e per trasformarle in 4, hanno dovuto sostituire delle parti, mettendo un filtro Fap _ dice Musicò _. Ebbene, girando in città si intasa e ogni 10 mila chilometri si fermano se non viene sostituito l’olio. Tra l’altro, l’unica cosa che si può cambiare, perché per le gomme, i freni e la manutenzione generale, i fondi sono ridotti all’osso”. In compenso ci sono le quattro auto elettriche acquistate per 60 mila euro dalla Città Sicura dell’ex assessore Scidone. “Sono il nostro fiore all’occhiello _ scherza il segretario del Sulpm _. Un viene utilizzata dall’ottavo distretto, quindi Albaro, e una da Voltri per gli spostamenti dei colleghi. Le altre due sono ferme in garage perché non ci sono le colonnine per ricaricare le batterie”.

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