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Auto rubata con telaio e targa contraffatti: per i giudici è ricettazione

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Si esamina il caso di un uomo fermato alla guida di un veicolo con targhe contraffatte e numero di telaio falsificato. I controlli della Polizia Stradale permettevano di accertare che il mezzo fosse stato rubato due settimane prima.

I giudici, esaminando la questione, ricordano il distinguo fra ricettazione e riciclaggio: il secondo reato, più grave, si ha ogniqualvolta si pongano in essere operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della provenienza del bene, attraverso un’attività che, con riferimento al caso delle autovetture, impedisce il collegamento delle stesse con il proprietario che ne è stato spogliato. L’art. 648 del Codice Penale invece, “ricettazione”, punisce tutto coloro che acquistano, ricevono o occultano denaro o cose provenienti da un delitto.

Nella fattispecie, non essendovi alcun elemento probatorio dal quale desumere la materiale realizzazione della condotta del reato di riciclaggio da parte dell’imputato o di suoi eventuali complici, il reato deve essere, quindi, correttamente ricondotto nell’ipotesi della ricettazione. In merito a questa non sussistono dubbi dato che la chiave di accensione non apriva gli sportelli, sulla serratura lato conducente vi erano evidenti segni di effrazione e i documenti di circolazione si riferivano ad un altro modello di auto.

Consulta la Sentenza n. 75/2017, Corte d’Appello, Roma

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