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Condotta spericolata: automobilista condannato

Confermata dalla Cassazione l’assoluta colpevolezza dell’automobilista per il drammatico incidente, che ha provocato lesioni serissime nel motociclista, il quale ha riportato «postumi invalidanti permanenti nella misura del 50 per cento».

Consequenziale, quindi, la condanna dell’uomo alla guida della vettura, ritenuto colpevole del «reato di lesioni colpose gravi, aggravato dalla violazione delle norme in materia di circolazione stradale».
Viene in particolare evidenziata «la manovra spericolata, criminale» compiuta dall’automobilista, il quale «ha proceduto a una inversione a ‘U’ dalla rampa di accelerazione verso la carreggiata centrale, assumendo così una posizione di traverso rispetto alla direzione di marcia del motociclista».

Per i Giudici è irrilevante il richiamo difensivo alla velocità della due ruote, «il particolare stato dei luoghi porta ad escludere ogni eventuale concorso di colpa del motociclista, che stava affrontando un tratto di strada caratterizzato da un dosso, e dunque non aveva la visuale libera per avvistare la manovra dell’automobilista in tempo utile da consentirgli una qualunque reazione di emergenza»; «nello spazio ridotto di poche decine di metri, solo procedendo ad una velocità ridottissima e del tutto impropria rispetto all’andamento della strada percorsa, il motociclista avrebbe potuto contenere i gravissimi danni conseguiti alla manovra pericolosa» compiuta dall’automobilista.

Consulta la sentenza n. 18410/2018, Cassazione penale

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