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Dal 2001 dimezzati i morti sulle strade europee

Fonte: http://www.lastampa.it/

Una notizia buona e una cattiva per l’Europa. Quella buona è che il numero di vittime da incidenti stradali è tornato a diminuire dopo due anni di cifre in rialzo. Quella cattiva è che c’è un numero elevato di feriti gravi, il cui numero è solo stimato. Il rapporto sulla sicurezza stradale 2016 della Commissione europea registra 600 morti in meno rispetto all’anno precedente. Complessivamente in tutto il territorio dell’Ue hanno perso la vita su strada 25.500 persone. Si tratta del numero più basso da quando l’esecutivo comunitario ha posto come obiettivo la riduzione a meno di 20mila il numero delle perdite di vite umane al volante. Dal 2001 a oggi il bollettino “nero” degli automobilisti europei si è più che dimezzato: i morti sono scesi da 54.900 a 25.500, ma il percorso di messa in sicurezza di strade e autostrade ha conosciuto uno stop tra il 2013 e il 2015, quando la tendenza è stata invertita e si è registrata una recrudescenza nel numero delle vittime.

Meno morti, ma tanti incidenti gravi
Per la prima volta la Commissione europea pubblica anche il numero di incidenti gravi registrati su strade e autostrade di tutto il territorio a dodici stelle. Vanno presi con la cautela del caso, in quanto non definitivi. Si tratta di dati parziali, provenienti da 16 Stati membri su 28 e rappresentanti circa l’80% della popolazione complessiva dell’Ue. L’esecutivo comunitario sulla base delle informazioni raccolte stima che nel 2016 siano stata circa 135mila persone rimaste gravemente ferite, con pedoni, ciclisti e motociclisti che rappresentano «una quota consistente» dei feriti gravi. Per questo il commissario per i Trasporti, Violeta Bulc, invita a non abbassare la guardia. Dovendo fare una media, si potrebbe dire che «proprio oggi altre 70 persone moriranno sulle strade dell’UE e un numero cinque volte più alto subirà ferite gravi». Da qui l’invito della commissaria a «intensificare gli sforzi in modo da raggiungere l’obiettivo di dimezzare il numero delle vittime della strada tra il 2010 e il 2020».

Task force per strade sicure
I progressi registrati in termini di sicurezza stradale sono minori delle aspettative. Tra il 2015 e il 2016 in undici Paesi (Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia) la percentuale di vittime è aumentata, in altri due (Bulgaria e Francia) è rimasta invariata. Complessivamente l’Ue ha visto una riduzione lieve (-2%) dei morti su strada. Numeri incoraggianti, ma insoddisfacenti. Per questo motivo la Commissione europea, in collaborazione con la presidenza maltese del Consiglio Ue, tiene oggi e domani a Malta una conferenza ministeriale e delle parti interessate. L’obiettivo è discutere l’attuale situazione della sicurezza stradale e come procedere per ridurre il numero di morti e feriti gravi. E’ attesa in tal senso l’approvazione di una dichiarazione sulla sicurezza stradale che dovrà definire le nuove politiche comunitarie per ridurre il numero di morti e feriti e centrare così gli obiettivi che l’Ue si è già fissata in materia.

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