Questo articolo è stato letto 42 volte

Decreto Sicurezza, avanti con il “Maxiemendamento”

Avendo, in data 7 novembre, ottenuto la fiducia al Senato, il decreto sicurezza e immigrazione passerà alla Camera per la definitiva conversione. La stesura iniziale ha lasciato posto alla pressochè totale sostituzione con un maxiemendamento sul quale il Governo ha posto una mozione di fiducia.
Nel maxiemendamento trovano posto alcune novità, la prima,  riguarda i soggetti richiedenti asilo, coloro i quali commettano gravi reati si vedrebbero emanare la sospensione dell’esame della domanda di protezione e qualora fossero condannati in primo grado, consterà al Questore darne tempestiva comunicazione  alla Commissione territoriale competente, che provvederà all’immediata audizione dell’interessato adottando una contestuale decisione non escludendo per lo straniero l’obbligo di lasciare il territorio.
Altre novità interessano la videosorveglianza, l’utilizzo dei droni, gli sgomberi degli immobili occupati abusivamente ed  il fondo per la sicurezza urbana. E’ prevista inoltre la possibilità per i procuratori antimafia di poter collaborare con la polizia penitenziaria al fine di reperire informazioni nelle carceri.
Per quanto riguarda le Polizie Locali nel maxiemendamento è stato redatto un articolo che potrebbe rivelarsi disastroso sull’organizzazione dei servizi.
L’articolo 19 ter infatti recita quanto segue: Dotazioni della polizia municipale. Interpretazione autentica dell’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986, n. 65 “1. L’articolo 5, comma 5, primo periodo, della legge 7 marzo 1986, n. 65, si interpreta nel senso che gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualifica di agente di pubblica sicurezza possono portare, senza licenza, le armi di cui possono esseredotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità  previsti dai rispettivi regolamenti, nonché nei casi di operazioni esterne di polizia, d’iniziativa dei singoli durante il servizio, anche al di fuori del territorio dell’ente di appartenenza esclusivamente in caso di necessità dovuto alla flagranza dell’illecito commesso nel territorio di appartenenza.”
Gli addetti al servizio di Polizia Municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza portano, senza licenza, le armi, di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, purché nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei casi di cui l’articolo 4. Tali modalità e casi sono stabiliti, in via generale, con apposito regolamento approvato con decreto dal Ministro dell’interno, sentita l’Associazione nazionale dei comuni d’Italia.
Detto regolamento stabilisce anche la tipologia, il numero delle armi in dotazione e l’accesso ai poligono di tiro per l’addestramento al loro uso.
Tale specifica, di fatto renderebbe pressochè impossibile agli operatori di Polizia Locale svolgere servizi che fino ad oggi erano stati espletati al di fuori del territorio di appartenenza, ad esempio traduzione di soggetti arrestati c/o tribunali o case circondariali, servizi di soccorso extraterritoriale, servizi di rappresentanza o di collegamento, fino alle esercitazioni nei vari poligoni; viene spontaneo domandarsi come sarà possibile per l’operatore di Polizia Locale recarsi nel Poligono se la legge non gli consente più il trasporto dell’arma d’ordinanza al di fuori del territorio d’appartenenza.
Sfugge ad una prima lettura lo scopo di una simile fattispecie, come ulteriormente sfugge lo scopo dell’introduzione delle visure ai sistemi CED Interforze (SDI) per i soli Comandi di Polizia Locale siti in città con almeno 100.000 abitanti, volendo quasi immaginare che in contesti non urbani il legislatore non abbia ritenuto utile il controllo specifico dei soggetti fermati, con la, non troppo remota, conseguenza nel medio periodo, di una migrazione degli interessi criminali verso piccole realtà dove la normativa varata consentirebbe un libero flusso di soggetti gravati da rintracci, mandati di cattura o di altri provvedimenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>