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Favoreggiamento della prostituzione: condannato l’uomo che accompagna abitualmente la prostituta sul “luogo di lavoro”

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Commette il reato di “favoreggiamento della prostituzione” colui che accompagna abitualmente le prostitute sul luogo di lavoro. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 33046/2017, con la quale i giudici hanno confermato la condanna dell’imputato.

In particolare, in merito al reato di cui all’art. 3 della legge 75/1958 (“[…] chiunque in qualsiasi modo favorisca o sfrutti la prostituzione altrui […]”) la Corte ricorda che il reato di favoreggiamento della prostituzione si perfeziona con ogni forma di interposizione agevolativa e con qualunque attività che, anche in assenza di un contatto diretto dell’agente con il cliente, sia idonea a procurare più facili condizioni per l’esercizio del meretricio e che venga posta in essere con la consapevolezza di facilitare l’altrui attività di prostituzione, senza che abbia rilevanza il movente o il fine di tale condotta.

Il reato di sfruttamento della prostituzione, invece, si realizza col trarre un utile dall’attività sessuale della prostituta e richiede la cosciente volontà del colpevole di trarre vantaggio economico.

Consulta la Sentenza n. 33046/2017, Corte di Cassazione

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