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Impossessamento abusivo di acqua dell’acquedotto municipale: è furto aggravato ex artt. 624-625 C.P.

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A seguito di accertamenti presso l’abitazione del ricorrente, viene rilevato il prelievo abusivo di acque, realizzato con allacciamento esterno al fabbricato, tale da eludere la registrazione dei consumi. La Suprema Corte conferma la condanna per furto aggravato e specifica che “l’impossessamento abusivo dell’acqua convogliata nelle condutture dell’acquedotto municipale integra il reato di furto aggravato e non la violazione amministrativa prevista dall’art.23 del D.Lgs. 11 maggio 1999, n.152, che si riferisce alle sole acque pubbliche, ossia ai flussi non ancora convogliati in invasi o cisterne. Parimenti non risulta censurabile l’applicazione della aggravante prevista dall’art. 625 n.2 C.P., atteso che costituisce mezzo fraudolento, e pertanto integra l’aggravante di cui all’art. 625 n.2 C.P., l’allacciamento abusivo alla rete tramite un cavo volante.
Consulta la Sentenza delle Corte di Cassazione n. 4233 del 6.10.2016

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