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Incontro con i vigili, il diktat della Mancinelli: meno indagini giudiziarie e più amministrativo

Fonte: http://www.anconatoday.it/

Meno attività di polizia giudiziaria e più attività amministrativa. E’ questo il diktat del sindaco Valeria Mancinelli che ieri ha incontrato il corpo della Polizia Municipale di Ancona. Nell’assemblea informale in pratica il sindaco dorico ha detto agli agenti di essere più vigili e meno polizia e di non intervenire in casi che possano richiamare ipotesi di reato. Infatti gli agenti della Municipale sono spesso a supporto, a volte anche a copertura delle Forze dell’Ordine come la Polizia di Stato, per affrontare incidenti stradali con conseguenze gravi, ma anche risse, furti, rapine, violazioni di domicilio, molestie e la prostituzione per la quale di recente sono stati proprio loro a denunciare 3 cittadini stranieri per favoreggiamento della prostituzione. Fino anche ai casi di assenteismo in Comune per i quali alcune divise doriche hanno anche ricevuto un encomio nazionale. Inchieste che spesso nascono proprio dall’intervento dei vigili in qualità di polizia giudiziaria ma che, secondo la Mancinelli, dovrebbe essere ridimensionato per dare spazio ad attività prettamente amministrativa: multe, controlli di attività commerciali e viabilità. E se i vigili dovessero assistere a fatti di reato come abusivismi, molestie o persone con decreti di espulsioni? Secondo il sindaco non dovrebbero intervenire. Eppure i vigili urbani sono polizia giudiziaria a tutti gli effetti. Inoltre l’idea dell’amministrazione arriva poco tempo dal decreto legge 14 del 20 febbraio 2017 che contiene disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città, con l’obiettivo di creare una sinergia tra Prefetture e sindaci per migliori interventi per la sicurezza urbana “attraverso interventi di riqualificazione e recupero delle aree o dei più degradati, l’eliminazione dei fattori di marginalità sociale, la prevenzione della criminalità in particolare di tipo predatorio, la promozione del rispetto della legalità e convivenza civile a cui concorrono anche gli enti locali” appunto con i corpi di polizia locale. Un corpo, quello anconetano, che deve fare già i conti con un ridimensionamento non da poco se si pensa che dal 1980 ad oggi il corpo dei vigili urbani di Ancona è passato da 125 a 90 unità.

Il sindaco Valeria Mancinelli non ha risposto ai nostri tentativi di metterci in contatto con lei.

I SINDACATI. «Quanto detto dal sindaco Mancinelli va contro la normativa perché noi, dal primo all’ultimo, siamo a tutti gli effetti agenti di polizia giudiziaria, lo dice codice penale e alla luce delle ultime normative nazionali mi chiedo che cosa ne pensa il Prefetto di tutto questo – ha detto Marco Gagliardi, responsabile regionale del SULPL (sindacato unitario lavoratori polizia locale) – In più non ci dimentichiamo che ad Ancona la polizia giudiziaria è un’eccellenza perché la Procura si affida molto al corpo dei vigili. Si pensi alle inchieste per assenteismo. Sicuramente chiederemo dei chiarimenti al sindaco perché se le cose stanno davvero così allora si rema contro una normativa che va da tutta altra parte. Ancona ha bisogno di sicurezza no di impiegati in divisa».

DANIELE BERARDINELLI (FI). «Apprendiamo con sgomento di un intervento irrituale del Sindaco Mancinelli che ieri sera avrebbe incontrato il personale della Polizia Municipale per lanciare messaggi sibillini, che avrebbero creato un forte malumore tra gli uomini e le donne del Corpo. Il senso dell’incontro del Sindaco sarebbe stato infatti quello di ridimensionare fortemente il lavoro e i compiti da svolgere, facendo fare un passo indietro di decenni alle funzioni oramai chiare di quello che a tutti gli effetti rappresenta un pilastro fondamentale nella struttura del controllo del territorio e della sicurezza dei cittadini. Sarebbe stato loro “suggerito” di non effettuare più compiti di Polizia giudiziaria, che hanno fatto emergere tanti scandali all’interno della struttura comunale. E’ evidente che se non ci fosse una chiara smentita del sindaco sui contenuti dell’incontro, quasi informale, senza ad esempio un tavolo con i sindacati di categoria, ci troveremmo di fronte ad un episodio grave, che interesserebbe anche il Prefetto di Ancona, in quanto sembrerebbe anche un tentativo di scavalcamento delle funzioni e delle prerogative dell’autorità provinciale con cui invece dovrebbe esserci, con il rafforzamento dei poteri di intervento del Comune, un “patto”, sottoscritto all’interno del Comitato Metropolitano, che dovrebbe analizzare le questioni di sicurezza urbana. A rimetterci sarebbe la sicurezza dei cittadini di Ancona e potrebbe sembrare un modo per circoscrivere l’attività investigativa della Polizia municipale che potrebbe aver infastidito qualcuno. A quel punto anche la Procura potrebbe essere interessata ad approfondire l’argomento.

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