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L’ARAN risponde

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R. Nella normativa contrattuale la questione dell’assenza ingiustificata viene in rilievo in sede di individuazione degli illeciti disciplinari, unitamente alla fattispecie dell’abbandono arbitrario del servizio. In tali ipotesi, le disposizioni del CCNL non contengono indicazioni sul carattere lavorativo o meno dei giorni e introducono un criterio per la quantificazione della sanzione, prevendo che “l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dipendente, agli eventuali danni causati all’amministrazione, agli utenti o ai terzi.”

Peraltro, in ragione delle tipologie di fattispecie esemplificative, indicate per la graduazione della sanzione disciplinare, si potrebbe presumere che l’applicabilità dell’assenza ingiustificata si riferisca solo ai giorni lavorativi, nei quali avrebbero modo di verificarsi le inefficienze o i malfunzionamenti suindicati.

Pertanto, in assenza di una esplicita previsione contrattuale, si ritiene che sulla questione in esame possa farsi riferimento al principio sancito dalla Corte di Cassazione nella sentenza 20 gennaio 1997, n. 551, nella quale si afferma che “il concetto di assenza in tanto può avere un senso in quanto vi sia un obbligo, contrario, di presenza: invece, sarebbe contraddittorio e privo di senso parlare di assenza dal lavoro in riferimento a giorni festivi o comunque non lavorativi.”

Tratto da: www.aranagenzia.it

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