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La Civit approva il Piano Nazionale Anticorruzione

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Tutte le amministrazioni dovranno garantire la rotazione dei dipendenti e dei dirigenti e dei responsabili del procedimento per evitare abusi di posizione e ridurre di conseguenza i rischi di corruzione, “salvo motivati impedimenti connessi alle caratteristiche organizzative”, da specificare nel piano triennale da adottare entro il 31 gennaio 2014 e trasmettere al Dipartimento della funzione. È quanto  prevede il Piano nazionale anticorruzione (> le tavole > gli allegati), approvato ieri in via definitiva dalla Civit-Autorità nazionale anticorruzione con la delibera n. 72/2013.
Il Piano permette di disporre di un quadro unitario e strategico di programmazione delle attività per prevenire e contrastare la corruzione nel settore pubblico e crea le premesse perché le amministrazioni a livello decentrato possano redigere i loro piani triennali per la prevenzione della corruzione e, di conseguenza, predisporre gli strumenti previsti dalla legge 190.
L’approvazione definitiva del Piano rappresenta, quindi, un passo importante perché si possa dare attuazione alle politiche di prevenzione e anche per consentire all’Autorità nazionale anticorruzione di esercitare le proprie attività di vigilanza.
I piani triennali, che dovranno coprire il periodo 2013-2016, dovranno indicare iniziative e misure anticorruzione adottate nel corso del 2013, poi saranno aggiornati ogni anno.
Ovviamente, le azioni indicate dal piano nazionale (che debbono comunque essere sviluppate e ampliate dai piani triennali di ciascun ente) sono molteplici.
Tra esse, fondamentale il coinvolgimento dei responsabili della prevenzione e del personale in iniziative di sensibilizzazione al fine di assicurare l’applicazione dei Codici di comportamento da parte di tutti i dipendenti.

Nella stessa seduta, la Civit ha anche stabilito di segnalare al Ministro l’esigenza di prevedere, in fase di aggiornamento nel 2014, ulteriori integrazioni e specificazioni con riferimento ad aspetti, quali l’affinamento degli indicatori per la misurazione dell’efficacia di politiche e strumenti di prevenzione della corruzione, la definizione dei contenuti minimi dei piani di formazione in tema di anticorruzione e dei criteri in base ai quali viene articolata l’offerta formativa pubblica in tema di anticorruzione, la definizione degli aspetti organizzativi della funzione di coordinamento nelle diverse categorie di amministrazioni, l’articolazione delle politiche di prevenzione differenziate per settore, l’introduzione di iniziative nazionali di prevenzione a carattere trasversale, l’individuazione di buone pratiche, nonché la previsione e il coordinamento di iniziative per la diffusione del Piano e della cultura della legalità per migliorare l’efficacia delle politiche di prevenzione.

> l’articolo pubblicato su Italia Oggi
> l’articolo pubblicato sul Sole 24 Ore

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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