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Non scattano più le sanzioni aggiuntive a chi non ricorda chi guidava l’auto

Nel caso esaminato dalla Corte il verbale era stato notificato alla proprietaria di un veicolo guidato anche dagli altri appartenenti alla famiglia, ma questa aveva comunicato, a seguito della notifica avvenuta dopo quattro mesi dalla violazione, di non ricordare a distanza di tanto tempo chi poteva aver guidato il veicolo.

Tra le ragioni che possono trovare ascolto, la Suprema Corte indica il periodo di tempo trascorso tra il momento dell’infrazione e quello della notifica della multa con la richiesta del nominativo, una multa notificata dopo tre mesi, può meritare come risposta un «non mi ricordo chi guidava perchè è passato tanto tempo e la macchina la utilizziamo in famiglia, in più persone».

L’importante è che comunque il proprietario dell’auto collabori con il Comune che gli ha inviato l’avviso di accertamento e la richiesta delle generalità di chi era alla guida e poi, caso per caso, si valuterà se sono validi i motivi per i quali non è in grado di indicare chi era al volante.

Con questa decisione i supremi giudici hanno respinto il ricorso del Comune di Bari contro la proprietaria di un veicolo sorpresa in infrazione il 6 marzo 2007, con verbale notificato alla donna tre mesi dopo, il 28 giugno.

Consulta la sentenza n. 9555/2018, Cassazione civile

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