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Omicidio stradale e revoca della patente

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In una causa avente ad oggetto il ricorso di un imputato di omicidio stradale, oltre alla pena concordata tra Il Gip e il Pm ai sensi dell’art. 444 c.p.p., veniva disposta anche la revoca della patente di guida.

La Cassazione con la sentenza n. 36759/2018 scioglie un nodo di coordinamento tra la revoca introdotta con la legge n. 41/2016 e la sospensione della patente prevista precedentemente dall’art. 222 C.d.S.

La Corte ha precisato che il primo, secondo e terzo periodo del comma 2 dell’art. 222 d.lgs. n. 285/1992 non sono in contraddizione con il quarto periodo dello stesso comma, poiché i primi tre valgono da norma transitoria, ossia segnalano che «per i fatti commessi in epoca antecedente rispetto alla novella legislativa introdotta dalla l. n. 41/2016, in vigore dal 25 marzo 2016, in relazione ai quali non può retroagire la più grave sanzione della revoca, successivamente introdotta, continua a trovare applicazione la sanzione amministrativa, in precedenza prevista, della sospensione della patente di guida».

La Corte precisa inoltre che la revoca della patente di guida opera in caso di accertata violazione degli artt. 589-bis e 590-bis c.p. che riguardano l’omicidio stradale e le lesioni personali stradali gravi o gravissime, «mentre la sospensione opera per gli altri casi, pure previsti dal codice della strada, in cui si verificano danni alla persona».

Consulta la sentenza n. 36759/2018, Cassazione penale

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