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Alcoltest: l’ora sugli scontrini non corrisponde all’orario indicato sul verbale? Si può correggere a penna

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Cambiare a penna l’orario sugli scontrini stampati dall’alcoltest non mette in dubbio la funzionalità dell’apparecchio. Né si può mettere in dubbio il fatto che quell’accertamento riguardasse proprio l’imputato e non un altro automobilista, dal momento che sui due foglietti appare proprio il suo nome.

Questo è quanto stabilito dai giudici della Corte di Cassazione con la Sentenza n.8060/17. L’apparecchio, perfettamente funzionante, aveva riportato nei due test un tasso alcolemico di 1.74 e 1.77 g/l, riguardo ai quali non è lecito nutrire alcun tipo di dubbio. Oltre a ciò, viene a sostegno della condanna anche la testimonianza resa dai due verbalizzanti, che hanno evidenziato come al momento dei controlli l’imputato presentassi numerosi ed evidenti sintomi di ubriachezza, fra cui l’alito vinoso, la difficoltà a coordinarsi e a parlare, la guida contromano e a zig-zag. Proprio quest’ultimo punto ha indotto un cittadino ad avvertire le forze dell’ordine.

Di fronte a tali prove schiaccianti, non è possibile mettere in dubbio il funzionamento dell’alcoltest a causa di una mera irregolarità, peraltro prontamente corretta dai verbalizzanti.

Consulta la Sentenza n.8060 del 20.2.2017, Corte di Cassazione

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