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Personale Comuni italiani: l’ IFEL rileva significativa diminuzione

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I numeri sull’età
nei Comuni italiani è di 51 anni, mentre nel 2013 era di 50 anni. Come per il 2013, anche nel 2014 la classe che registra la maggiore concentrazione di lavoratori, pari al 24,9%, è quella dei 55-59enni. Mentre nel confronto con il 2013, il personale con meno di 34 anni si riduce, passando dal 4,3% al 3,7% del totale ed aumentano i 60-64enni passando dall’11,2% al 13,9%. Tutto questo conferma da un lato l’effetto del blocco al turnover che preclude l’ingresso di personale giovane e dall’altro il rallentamento delle dinamiche in uscita, che riflette l’esigenza di allungare la vita lavorativa per rendere sostenibili i sistemi previdenziali.
Venendo alla composizione di genere, le donne costituiscono più della metà dei dipendenti comunali in servizio nelle classi di età con meno di 55 anni, con l’eccezione della classe “fino a 29 anni”, in cui l’incidenza delle donne è pari al 49,7%. La maggiore incidenza dei dipendenti di genere femminile, pari al 61,4%, si registra nella fascia di età “40-44”. Al contrario, nelle classi con oltre 55 anni di età a prevalere sono gli uomini: in particolare tra gli over 65 le donne sono soltanto il 16,4%.
La più alta incidenza di 60-64enni, rispetto al valore medio, si rileva nei comuni con una popolazione superiore ai 250.000 residenti, dove essi rappresentano il 15,3% dei dipendenti.
Viceversa, il più alto valore percentuale di dipendenti comunali con età compresa tra i 30 e i 40 anni si rileva nei comuni con meno di 2.000 abitanti (pari all’11,6% del totale).
Nella classe di età “40-44 anni” si osservano valori superiori alla media nelle amministrazioni comunali con un numero di abitanti inferiore a 20.000; nella classe dei 45-49enni questo accade per i comuni con oltre 60 mila residenti, e per quelli con una popolazione compresa tra 5 mila e i 20mila abitanti.
 
… e quelli sull’istruzione
L’Istituto per la finanza locale dell’Anci ha poi analizzato i livelli di istruzione dei dipendenti comunali, rilevando che per tutte le taglie di ampiezza demografica oltre la metà dei dipendenti a tempo indeterminato ha conseguito al massimo il diploma di scuola superiore
La laurea è maggiormente diffusa tra il personale dei Comuni che hanno un numero di abitanti compreso tra i 5mila e i 250mila, con valori più alti della media nazionale (15,8%). Al contrario, nei Comuni con meno di 2mila residenti, l’incidenza del personale comunale a tempo indeterminato laureato assume il valore minimo, pari al 10,4 per cento. La laurea breve è un titolo di studio generalmente poco diffuso, ma che è più presente tra il personale dei Comuni con popolazione superiore a 250mila residenti (3,0%).
Di contro l’analisi dell’incidenza percentuale del personale femminile sul totale conferma il trend generale registrando un incremento, passando dal 51% del 2007 al 53,0% del 2014. Nel corso degli anni l’incidenza percentuale del genere femminile si è incrementata, con una progressione particolarmente significativa rispetto alle posizioni dirigenziali, che un tempo erano appannaggio maschile.
 
La ripartizione regionale
La ricerca, giunta alla sua quinta edizione, ci dice che la regione con più dipendenti è la Lombardia (60.923 per 1.478 Comuni), seguita dalle amministrazioni comunali della Sicilia (50.401 per 387 Comuni) e dal Lazio (40.696 dipendenti per 375 Comuni); di tutti i dipendenti le donne superano gli uomini con una percentuale del 53% con picchi in Emilia-Romagna (67,6% di donne), mentre in Lombardia, Lazio e Piemonte il rapporto è di circa 6 a 10, mentre per le altre cariche comunali, si evidenzia che la metà, il 50,1%, dei segretari comunali è donna, mentre solo il 20,0% dei 25 direttori generali è di genere femminile. Passando al numero di dipendenti per numero di residenti, l’indagine Ifel calcola in media 6,77 dipendenti per ogni 1.000 abitanti con, però, diversità di incidenza a seconda dei diversi territori. In Valle d’Aosta, ad esempio, il numero di dipendenti ogni 1.000 abitanti è di 11, 15 unità. Seguono le amministrazioni della Sicilia e del Trentino-Alto Adige, in cui il dato è di 9,92 dipendenti ogni 1.000 residenti nel primo caso e di 9,34 ogni 1.000 nel secondo. I valori più bassi si riscontrano invece nelle amministrazioni comunali della Puglia, in cui i dipendenti comunali sono 4,32 ogni 1.000 residenti, e in quelle del Veneto e del Molise, dove il dato è rispettivamente di 5,59 e 6,08.
 
 

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