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Inserito: 14/06/2018 Letto: 242 volta/e

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14/06/2018
Lombardia - Prevenzione stragi, ragazzi «On the road» 18enni in pattuglia con la Polizia locale

Quest’anno 22 comandi coinvolti per dare più consapevolezza e meno rischi agli studenti.

«Fare esperienza in prima persona di momenti, anche drammatici, della realtà è una forma di educazione che in questa legislatura vorremmo sia un investimento, non una spesa; dare la possibilità a questi ragazzi di essere accompagnati da adulti che, quotidianamente, affrontano questi eventi e seguire il loro esempio, è un’opportunità che dovrebbe essere garantita a un sempre maggior numero di ragazzi». Questo il pensiero e l’impegno espresso da Riccardo De Corato, Assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, intervenuto a Palazzo Pirelli alla Conferenza Stampa di presentazione della nuova edizione di «Ragazzi on the road», iniziativa rivoluzionaria e unica in Italia che dal 2007 ha coinvolto quasi 200 ragazzi tra diciottenni delle scuole secondarie di secondo grado e studenti universitari, formandoli ed educandoli sul campo a una maggiore responsabilità e consapevolezza dei rischi, soprattutto in ambito stradale, per la prevenzione e la gestione delle emergenze.

L’edizione 2018 del progetto, ormai consolidato, coinvolgerà 22 Comandi di Polizia Locale distribuiti nelle province di Milano, Bergamo, Brescia e Varese: “il prossimo anno parteciperanno anche realtà delle province di Como e Monza e Brianza” come annunciato da Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, che nel corso della Conferenza Stampa ha dichiarato: “questi studenti avranno la straordinaria opportunità di “imparare facendo”, che è sempre il modo più valido ed incisivo per apprendere.

Questo percorso, poi, si inserisce a mio avviso a pieno titolo in quello che normalmente definiamo educazione alla legalità, la cui efficacia passa dal tenere comportamenti corretti non per il timore della sanzione ma perché si comprende davvero che il rispetto delle regole conviene individualmente e a tutta la società. Solo seguendo le regole si può vivere tutti meglio e in sicurezza”. “Mettersi al volante è una faccenda molto seria, che non va sottovalutata per il rispetto che dobbiamo alla nostra salute e a quella altrui” ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia ricordando che nel 2016 (dati Istat) in Italia sono morte 3.283 persone a causa di incidenti stradali. E la Lombardia, nel medesimo periodo, ha contato 434 vittime. Senza considerare gli invalidi permanenti e i feriti (249 mila in Italia di cui 45 mila in Lombardia), i “segnati” nel corpo e nell’anima. Gli incidenti sono la prima causa di mortalità tra i ragazzi e che il costo sociale dei sinistri con lesioni nella sola Lombardia nel 2016 è stimato poco meno di 3 miliardi di euro (fonte Eupolis su dati Istat e MIT). “Numeri agghiaccianti - ha rimarcato Fermi - che delineano un’incidentalità, fortunatamente in calo, che va combattuta attraverso un approccio di azioni coordinate che, se da un lato devono prevedere investimenti mirati sulle infrastrutture, dall’altro devono puntare sulla prevenzione, sulla percezione dell’irreversibilità del rischio che sembra, in ultima analisi, il pilastro mancante nell’accostamento alla guida di veicoli a motore soprattutto tra i più giovani. Occorre accompagnare gli interventi per la messa in sicurezza delle strade con percorsi di educazione all’utilizzo consapevole dei veicoli tra i più giovani, pertanto l’iniziativa di “Ragazzi On The Road” va assolutamente nella direzione giusta e trova il nostro convinto sostegno”. 2 Due le settimane di attività “On The Road”, dall’11 al 24 giugno, “in pattuglia contro i pericoli della strada” con la Polizia Locale e a stretto contatto con le Forze dell’Ordine e di Pronto Intervento. I giovani partecipanti al progetto, circa una quarantina, avranno anche l’opportunità di viaggiare a bordo dei mezzi del soccorso sanitario come di entrare nelle shock room di alcuni ospedali, tra cui l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. I giovani partecipanti al progetto, sempre nel rispetto della privacy, non potranno utilizzare gli smartphone in modo da cogliere la presa diretta di ciò che vedranno e vivranno. Le attività saranno ancora una volta documentate dai “Reporter” dell’Università degli Studi di Bergamo, ove da anni è attivo un Tirocinio d’Eccellenza, e pubblicate sui vari social network con particolare attenzione a Instagram (il più utilizzato da loro). I ragazzi tramite i social, prima e dopo le esperienze, diventeranno così “influencer”, si racconteranno attraverso le Instagram stories, per trasmettere ed esprimere pensieri, opinioni ed emozioni ai propri followers con l’unica regola di sentirsi liberi di trasmettere ogni pensiero relativo all’esperienza ai propri coetanei anche per cercare nuovi protagonisti per gli anni futuri.

Fonte: ecodibergamo.it

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