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Inserito: 12/07/2018 Letto: 52 volta/e

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12/07/2018
Puglia - Circolare anti-ambulanti, i sindaci frenano: «Altre le priorità» Pugno duro dei balnerari: «Sono degli incivili, intervenga il prefetto»

La circolare “spiagge sicure” del ministro Matteo Salvini, presentata venerdì scorso al Viminale, convince poco i sindaci salentini. Utilizzare i fondi sequestrati alla mafia per assumere nuovi vigili urbani e incrementare i controlli, soprattutto lungo le coste, contro gli ambulanti abusivi non sembra essere una priorità per il territorio. Anche perché il provvedimento in assenza delle risorse destinate (che di certo non saranno disponibili per quest’estate) rischia di languire sulla carta a lungo. La circolare, inviata a tutte le prefetture d’Italia, sortirà forse qualche effetto in città come Ravenna e Cervia, dove prefettura, forze dell’ordine e associazioni di commercianti sono giunte a stilare un protocollo d’intesa. Ma non è il caso della provincia di Lecce, dove i primi cittadini preferiscono non premere sul pedale dell’acceleratore e sono convinti che i vigili - che tanto scarseggiano - debbano essere utilizzati per questioni più importanti.
«Salvini – esplica senza giri di parole il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva – non ha mai fatto il sindaco, altrimenti saprebbe che quello degli ambulanti abusivi è un fenomeno sicuramente importante, ma non l’unico che dobbiamo fronteggiare nelle nostre città».
«Che il numero delle forze in campo sia esiguo è un fatto conosciuto. Ogni iniziativa finalizzata al loro aumento è sicuramente positiva – spiega Salvatore Albano, primo cittadino di Porto Cesareo -. Il fenomeno delle bancarelle abusive nei centri e dei carrettini sulle spiagge è indubbiamente dilagante e va fermato. Ma in comuni rivieraschi come il nostro i problemi sono tantissimi: c’è l’abusivismo edilizio e le problematiche relative alla viabilità. Noi, su venti chilometri di spiagge e un piccolo centro che diventa uno dei cuori villeggianti dell’estate salentina, disponiamo solo di cinque vigili urbani, che pure hanno diritto a ferie, riposi e una turnazione degna. E devono occuparsi di mille incombenze. Forze così esigue non possono opporsi a tutte le attività illegali».
Qualcuno ricorda un protocollo firmato in prefettura anni fa per la vigilanza del demanio attraverso le guardie giurate, che però possono fungere solo da deterrente e non possono intervenire in alcun modo.

«Quello che propone Salvini noi lo mettiamo in pratica già da anni – rimarca con orgoglio Marco Potì, sindaco di Melendugno -: come prevede il Codice della strada utilizziamo i proventi delle multe per assumere ben dieci unità in più nella polizia locale, in estate. A dirla tutta, ne assumeremmo anche di più se non avessimo il tetto di spesa massimale da rispettare sul lavoro a tempo determinato. Anzi, se le somme messe a disposizione dal Governo sono scomputate da questa soglia, allora sì potrebbero essere utili per quel che ci riguarda». Su Torre dell’Orso il problema della gestione del fenomeno ambulanti esiste, ammette Potì, che spiega di aver decine di volte chiesto un supporto di personale per far fronte a situazioni difficili nelle spiagge e ai veri e propri accampamenti nella pineta, di notte.
«Amministrare una città come Gallipoli – rimarca Stefano Minerva – comporta il dover affrontare una serie di preoccupazioni e difficoltà che non si limitano ai carretti che vendono merce in centro o sulla spiaggia. Sicuramente è un fenomeno da combattere, ma non meno delle problematiche legate alla viabilità e alla necessaria presenza sul territorio anche con turni di notte come deterrente per attività come lo spaccio di droga. E poi bisogna contrastare l’occupazione di suolo pubblico, la musica troppo alta e gli abusi delle concessioni. Sono d’accordo con l’idea di Salvini ma avremmo bisogno di un maggior numero di personale da utilizzare anche per tutto il resto».
Il problema delle bancarelle sulle spiagge ovviamente è meno sentito dove l’accesso diviene più difficoltoso. «A me sono giunte poche lamentele – ammette Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto -. Io stesso agli Alimini ho visto solo venditori senza carretto. È chiaro che se non si contrasta il fenomeno si dà un pessimo insegnamento ai nostri giovani. Si tratta comunque di un’attività illegale e per giunta di vendita di merce contraffatta».

Fonte: avvenimenti-it.blogspot.com

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