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Polizia di Lecco o figli dei fiori? Adesso, però, c’è il peperoncino

Fonte: www.corrieredilecco.it

Sono poliziotti ma qualcuno li vuole come figli dei fiori: niente pistola Beretta 92 e niente mitragliatrice M12 nell’auto di servizio come per i loro colleghi della Polizia di Stato. La Polizia locale di Lecco è la più disarmata del Belpaese, roba da far sorridere i vigili urbani di altre località (dai paesini come Ballabio ai capoluoghi come Monza, Como o Milano) ben dotati di armi da fuoco.

NON SONO HIPPY. Un po’ di tempo fa, un paio di agenti della Locale di Lecco avevano cercato di fermare un vu’ cumprà ma erano stati presi a botte. Lo spiacevole episodio aveva messo in evidenza il fatto che i “ghisa” lecchesi sono più disarmati degli obiettori di coscienza. A questo punto il comandante Franco Morizio ha deciso di metterci una toppa: i suoi agenti non sono degli hippy, giusto che dispongano di quel che serve per far rispettare la legge e la loro divisa.

MITRA E PISTOLA. Dunque la Beretta 92 e la pistola mitragliatrice M12, come per la Polizia di Stato? Magari con l’aggiunta di un fucile d’assalto 70/90 come per i Carabinieri, che peraltro sono militari? Visto l’aria che tira a Palazzo Bovara, Morizio deve accontentarsi di molto meno. La Polizia locale di Lecco sarà armata sì ma… di spray al peperoncino, come quello che usano le ragazzine per difendersi dai molestatori. In aggiunta, i vigili lecchesi riceveranno le manette che, usate con un po’ di fantasia, possono anche far male.

SURREALI POLEMICHE. La nuova dotazione della Locale lecchese sarà votata dal consiglio comunale di Lecco nella seduta di lunedì, ma già nei giorni scorsi la “novità” ha suscitato surreali polemiche: non è mancato chi, sfidando il senso del ridicolo, ha paventato la possibilità che gli agenti municipali lecchesi si trasformassero in “sceriffi”. Non c’è pericolo, la Polizia locale di Lecco deve continuare ad andare in giro cantando “mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Pensare che i media del Belpaese hanno preso molto sul serio le presunte minacce mafiose ricevute dal sindaco Virginio Brivio, proprio perchè costui ha ottenuto la scorta di un vigile urbano: ai, per fortuna improbabili, killer mafiosi, ora la scorta di Brivio potrà finalmente rispondere con spruzzate di peperoncino.

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