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Reato di propaganda: rischio carcere per chi vende souvenir nazi-fascisti

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Questa settimana verrà sottoposto all’esame della commissione giustizia della Camera un DDL che prevede l’introduzione di un nuovo articolo all’interno del Codice Penale. La novità riguarderebbe l’articolo 293-bis.

Eccone la formulazione allo stato attuale dei lavori: “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”.

L’intento è quello di combattere l’attività commerciale che ruota intorno ai simboli dei totalitarismi, complessa e senza alcun dubbio ben radicata sul territorio e non solo (come dimostra l’aggravante prevista per chi pratichi tali commerci online).

Consulta il DDL sul reato di propaganda fascista 

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