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Referendum trivelle, i vigili contro il ministero: “Non ci vuole ai seggi”. A Milano con il lutto al braccio

Fonte: milano.repubblica.it

La polizia locale di Milano (e di gran parte d’Italia, secondo quanto comunica il sindacato Sulpl) ha intenzione di presentarsi con il lutto al braccio in servizio ai seggi del referendum del 17 aprile per protestare contro l’esclusione dal servizio di vigilanza e sicurezza disposta, il 5 aprile scorso, con una circolare del ministero dell’Interno. I vigili di Milano saranno infatti presenti dal momento che non hanno ricevuto alcuna comunicazione, ma il “voi no” riguarda invece altri, spiegano i sindacati. Una striscia di tessuto viola al braccio sinistro, decisa in segno di “solidarietà” per tutti i colleghi che, in diverse città d’Italia (come Bari, Pavia, Varese, Como, Brescia, Lucca, Cagliari, Palermo) hanno ricevuto indicazioni e non dovranno prestare servizio.

La decisione, comunicata con la circolare del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, Ufficio ordine pubblico, porta la firma del capo della polizia Alessandro Pansa. Nel testo si spiega che per quel giorno “si rende necessario procedere alla pianificazione dei correlati dispositivi di sicurezza e vigilanza attraverso l’impiego del solo personale delle forze di polizia di cui all’art. 16, L.121/81″. L’articolo di legge esclude, di fatto, la Polizia locale perché comprende il solo “personale delle forze di polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato e Corpo di Polizia penitenziaria”.

“E’ la prima volta che accade”, dice il coordinatore della polizia locale per il sindacato Uil Fpl di Milano e Lombardia, Fabrizio Caiazza, che come il collega Daniele Vincini del Sulpl ha già scritto al prefetto e al questore di Milano, Alessandro Marangoni e Antonio De Iesu, chiedendo chiarimenti sull’esclusione della Polizia locale. “La nota con la quale il capo della Polizia dice che si devono utilizzare solo alcuni uomini ha creato problemi alle Prefetture e alle Questure e ai sindaci di tutta Italia”. La motivazione dell’esclusione della Polizia locale manca, nel documento ministeriale che è puramente formale. Ma proprio il ministero dell’Interno, a Repubblica risponde che “la situazione è tutta in divenire. In queste ore, con il Dipartimento di pubblica sicurezza – spiega l’ufficio stampa del ministero – si sta definendo meglio il quadro. L’esclusione della polizia locale potrebbe essere revocata: sembra che venga firmata una circolare nuova, che sta per modificare quella che è stata inviata il 5 aprile”.
 
E’ dunque in vista una retromarcia del ministero, dopo che diverse Questure, avevano incaricato gli Uffici di gabinetto di scrivere ai comandanti di Polizia provinciale e Polizia locale (e per conoscenza a Prefetti e Questori) per informarli che le aliquote di personale già segnalate “non saranno impiegate” – questura di Lucca – mentre la questura di Bari scriveva, il 6 aprile, che “la richiesta di concorso nei servizi di vigilanza ai plessi elettorali avanzata da questo Ufficio con precedente nota, si intende revocata”.
 
I sindacati di polizia locale, in attesa di nuove comunicazioni dal ministero dell’Interno, esprimono il proprio disappunto: “E’ sempre più evidente – scrive Uil Fpl – che il governo centrale attraverso le sue ramificazioni ministeriali, sottolineando la differenza tra Polizie a ordinamento nazionale e quelle locali, senza però rendersi conto che sui territori l’utilizzo di tale personale è sempre più simile, sta ottenendo l’effetto di produrre negli operatori di Polizia Locale una progressiva frustrazione che non può più essere ignorata”. Per Daniele Vincini, del Sulpl, “appare evidente, salvo una retromarcia, che ancora una volta si è voluto, da parte del ministero dell’Interno, mortificare la dignità e la professionalità acquisita negli anni dai Corpi di Polizia locale con enormi sacrifici e senso di responsabilità”.

 

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