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Roma – Multe stracciate anche a deputati. Altri vigili nel mirino dei pm

Fonte: repubblica.it

Ci sono anche dei parlamentari nella lista delle sanzioni stracciate da un’impiegata e dal vicedirettore del dipartimento Risorse Economiche, arrestati lunedì. Compaiono i nomi dei loro autisti.

Consiglieri comunali, assessori regionali e non solo. Ci sono anche i deputati nella lista dei “miracolati” dalle multe dei vigili urbani. Ma mai come in questo caso la celebre locuzione di Virgilio  –  audentes fortuna iuvat  –  è più appropriata. Il nome di chi, occupando posti di potere, ha osato chiedere l’annullamento delle contravvenzioni infatti sarà difficilissimo, se non impossibile, che salti fuori. “Non c’è modo di ricostruire nulla  –  spiegano gli inquirenti  –  perché ormai non esiste più la documentazione. Tutto è stato distrutto”.

C’è soltanto una (remota) possibilità: che quei nominativi che tirano in ballo personaggi istituzionali possano essere fatti da Tiziana Diamanti e Angelo Vitali, la prima impiegata dell’ufficio Contravvenzioni e il secondo dirigente del dipartimento Risorse economiche del Campidoglio, entrambi arrestati lunedì scorso per concorso in falso ideologico mediante soppressione di atti pubblici. Interrogati entrambi in carcere giovedì mattina gli indagati, in particolar modo l’impiegata, hanno reso delle dichiarazioni interessanti. Anche per questo Diamanti, dopo il parere favorevole dei pubblici ministeri Laura Condemi e Ilaria Calò titolari dell’inchiesta, ieri è uscita da Rebibbia ed è stata messa ai domiciliari. La donna, 50 anni, ha ammesso di avere distrutto tutta la documentazione dei ricorsi spariti nel 2011 dopo aver ricevuto l’ordine dall’alto. Una mera esecutrice dunque che ha rispettato solo quanto suoi superiori diretti le avevano detto di fare.

Diamanti, insieme ad altri impiegati, era addetta a esaminare i ricorsi e le multe delle “autorità”: auto blu e forze di polizia. Gli inquirenti intendono capire per quale motivo parte di quei ricorsi presentati per multe prese da deputati, personalità del Comune e consiglieri regionali siano stati annullati in modo irregolare. Diverso l’atteggiamento del funzionario della polizia municipale di Roma Capitale Angelo Vitali che ha negato ogni addebito “non mi occupo più dei ricorsi dal 2002″, ha detto al gip Maurizio Caivano. Una versione che stride con quanto si legge nell’ordinanza. Con un suo superiore, che ha registrato con lo smartphone la conversazione consegnandola poi ai magistrati, avrebbe ammesso tutto. “C’hai ragione, mi prendo le mie responsabilità, è una cazzata che ho fatto. Ma tanto è sparito tutto Pasquà”.

Nell’elenco degli investigatori non c’è nessun nome di personaggio istituzionale, tutto quello che sono riusciti a recuperare dai terminali dell’ufficio contravvenzioni sono cognomi di autisti e nomi di società di autonoleggio. Ma le sanzioni e i ricorsi annullati dai due funzionari infedeli di via Ostiense sono tantissimi. Ecco alcune pratiche: 42 verbali annullati a Pietro di Somma, 37 a Maurizio Cardone, 29 a Tania Pompei, 41 a Stefano Tulli. La lista è sterminata. E non è escluso che altri impiegati di quell’ufficio possano presto finire nelle maglie dell’inchiesta: impossibile pensare che in due possano aver trattato tutte quelle pratiche. Alla luce del clientelismo  –  annullare multe a potenti  –  si spiega anche perché ancora ai due arrestati non siano stati contestati i reati di corruzione e concussione.

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