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Sabbia sull’asfalto: spetta all’Anas risarcire i danni subiti dal motociclista

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Decisiva, secondo i giudici prima in Tribunale e poi in Corte d’Appello, è la ricostruzione della disavventura dal motociclista. In sostanza, è certo che «l’incidente si è verificato in prossimità di una curva in un tratto di strada in salita, sufficiente a dimostrare la non visibilità e l’imprevedibilità del pericolo rappresentato dalla presenza» sull’asfalto di «sabbia e brecciolino».

A dare forza a questa visione, peraltro, anche i resoconti delle forze dell’ordine, che hanno confermato «la presenza, non segnalata, del terriccio per una notevole estensione sulla corsia di marcia del ciclomotore».

Secondari gli elementi richiamati dall’Anas, ossia «le buone condizioni climatiche nel giorno dell’incidente; l’ora diurna; la notevole estensione, perciò visibile, della presenza di sabbia; la mancanza di lavori in corso; il mancato rinvenimento del casco del motociclista» e infine il fatto che non si fossero verificati precedentemente altri incidenti su quel tratto di strada.
Legittima, di conseguenza, la condanna dell’Anas a pagare un adeguato risarcimento.

Consulta la sentenza n. 2894/2018, Cassazione civile

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