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Simulazione di reato: la condanna può arrivare solo se sono state effettuate indagini

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Un uomo viene ritrovato nudo e in stato confusionale. Sostiene, inoltre, di avere subito una rapina e molestie sessuali da parte di alcuni ignoti, denunciando il fatto agli agenti che lo hanno soccorso. Questi, dal canto loro, riescono rapidamente a ritrovare gli abiti del soggetto, ordinatamente risposti, e a recuperare anche l’auto “rubata”. Chiaramente si trattava di una messinscena, ma è sufficiente quanto descritto per ottenere una condanna ai sensi dell’art. 367 del Codice Penale (“simulazione di reato”)?

No, secondo i giudici della Cassazione. Dal momento che dalle parole dei testimoni e degli agenti è stato possibile escludere che siano state condotte delle indagini, è escluso il reato. Per arrivare a una condanna sono infatti necessari degli accertamenti in merito al falso reato denunciato, anche al fine di verificarne la simulazione.

Consulta la sentenza n. 27044/2017, Corte di Cassazione

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