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Utilizzo dei richiami acustici per la caccia
Non basta il solo utilizzo dei richiami acustici per l'applicazione dell'art. 21, comma 1, lett. r), I. n. 157/1992. Secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 21, lett. r), I. n. 157 del 1992, è necessario che la detenzione di richiami di genere vietato avvenga da persona in " atteggiamento da caccia", desumibile da un insieme di elementi, quali la presenza in luogo di caccia e la detenzione di strumenti idonei allo scopo, sintomatici ed indicativi di un'attività volta alla soppressione o cattura di uccelli o animali in genere. (continua)

Non basta il solo utilizzo dei richiami acustici per l'applicazione dell'art. 21, comma 1, lett. r), I. n. 157/1992.

Secondo il consolidato orientamento della Corte di Cassazione ai fini della configurabilit della contravvenzione di cui all'art. 21, lett. r), I. n. 157 del 1992, necessario che la detenzione di richiami di genere vietato avvenga da persona in " atteggiamento da caccia", desumibile da un insieme di elementi, quali la presenza in luogo di caccia e la detenzione di strumenti idonei allo scopo, sintomatici ed indicativi di un'attivit volta alla soppressione o cattura di uccelli o animali in genere. La Corte di cassazione III Sez. pen. Con sentenza n.19653 del 08 Maggio 2019 ha nuovamente chiarito che l'interpretazione della locuzione "atteggiamento da caccia" ampia, ricomprendendo non solo l'effettiva uccisione o cattura della selvaggina, ma anche ogni attivit prodromica o preliminare e comunque ogni atto desumibile dall'insieme delle circostanze di tempo e di luogo, che comunque appaia diretto a tal fine, che tale non nel caso in cui gli imputati vengano trovati solo con i cani ed i richiami, senza armi o altri strumenti per la cattura dell'uccellagione.

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