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Guida in stato di ebbrezza e irregolarità dell'alcoltest
Tribunale di Treviso, sez. penale, sentenza 20/11/2017, n. 1249: alito vinoso ed eloquio sconnesso non sanano le irregolarità dell'alcoltest

Il caso. Un automobilista provoca un incidente, sottoposto ad alcoltest viene riscontrato un tasso alcolemico superiore a quello consentito, ma l'accertamento non in grado di stabilire quanto alcol ha effettivamente in corpo l'imputato al momento del sinistro posto che l'etilometro stato utilizzato a distanza di circa due/tre ore dal fatto.

Per ci che attiene agli elementi sintomatici descritti nel verbale, la sentenza precisa che l'alito vinoso un sintomo che innanzitutto "pu essere confuso per effetto di sostanze che possono simulare tale percezione (es. chetoni che si riscontrano nel digiuno prolungato, nel diabete scompensato e nel reflusso gastroesofageo)" e che, in ogni caso, si riscontra in conseguenza della semplice assunzione recente di sostanze alcoliche senza consentire la ricostruzione dell'entit del tasso alcolemico.

Come evidenziato dal giudice il profilo cinetico dell'alcol etilico caratterizzato in maniera peculiare dalla circostanza che la velocit di assorbimento gastro-intestinale di tale sostanza dipende da molteplici fattori e che quindi se tra la verificazione del sinistro e l'incidente decorre un discreto lasso temporale non possibile accertare in termini di certezza l'entit del tasso di concentrazione dell'alcol nel sangue al momento del sinistro. L'imputato stato pertanto assolto perch il fatto non sussiste.

Consulta la sentenza n. 1249/2017, Tribunale di Treviso


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