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Accertamento abusi edilizi, non ammessa la sanatoria automatica

Non è possibile per il Comune regolarizzare un abuso edilizio minore collocato all’interno di un abuso maggiore non ancora sanato. “Se la situazione sottostante è irregolare – scrive il TAR Lombardia -, tale vizio si estende a qualsiasi innovazione. Non vi è la possibilità di sanare un abuso edilizio semplicemente modificando lo stato dei luoghi. Per ottenere questo risultato sarebbe infatti necessaria una radicale soluzione di continuità, con l’assorbimento delle opere abusive in un’edificazione completamente diversa. Quando l’abuso sottostante è invece utilizzato come supporto per le nuove opere, occorre affrontare e risolvere il problema dell’irregolarità originaria”. Il TAR Lombardia evidenzia inoltre che “l’accertamento di un abuso edilizio pregresso non ha come esito inevitabile un ordine di demolizione e l’esecuzione coattiva dello stesso”. La sanatoria di un abuso edilizio, dunque, non può derivare come conseguenza automatica dal decorso del tempo, richiedendosi sempre una valutazione in sede amministrativa con l’adozione di un provvedimento espresso; ma gli uffici comunali devono essere messi “lealmente” in condizione di valutare l’esatta misura delle difformità edilizie, sia originarie sia sopravvenute, e di esprimersi specificamente su ciascuna di esse.
Consulta la sentenza Tar Lombardia 24.08.2016, n. 1135

 

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