Questo articolo è stato letto 50 volte

Domani il via libera al decreto Sostegni. Poi si prepara il bis

Fonte: Italia Oggi

Cristina Bartelli – Italia Oggi – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Domani il via libera al decreto Sostegni. Poi si prepara il bis Bartelli a pag. 33 Il decreto Sostegni raddoppia. Domani ci sarà il via libera al primo provvedimento economico del governo guidato da Mario Draghi. Il cuore delle misure saranno gli indennizzi a 2.800.000 partite Iva e una nuova edizione di pace fi scale su un arco temporale più circoscritto, non più azzeramento delle cartelle fi no a 5000 euro dal 2000 al 2015 ma dal 2000 al 2011. Poi ad aprile, dopo l’autorizzazione a un nuovo scostamento da parte del Parlamento e dopo la presentazione del Def (documento economico e fi nanziario), sarà approvato un ulteriore decreto legge, stavolta con misure di rilancio e ripresa delle imprese. La cifra del nuovo scostamento è già lievitata a 25 mld, che sommati al valore del prossimo decreto Sostegni, che è di 32 mld, toccano quota 57 mld, superando di gran lunga la manovra di bilancio 2021, ferma a 40 mld e approvata poco più di tre mesi fa. Il decreto Sostegni, che il presidente del consiglio oggi illustrerà ai capigruppo e alle forza della maggioranza, si dividerà in quattro capitoli: gli indennizzi per le partite Iva, voce che da sola vale 12 mld, il piano vaccini, che è arrivato a una dote di 5 mld, stanziamenti per i comuni, quantifi cati in 2 mld e interventi in materia di lavoro e cassa integrazione con la proroga delle misure fi nora intraprese. Resta da risolvere l’inciampo del fondo perequativo che da solo vale 5, 3 mld, approvato nel decreto Ristori 4 e che, per come è stato costruito, con vincoli da parte di Eurostat, rischia di restare non utilizzabile sebbene i fondi siano stanziati (si veda ItaliaOggi del 10/3/21). Un blocco che sa di beffa, in un momento in cui si sta cercando di raggranellare ogni risorsa disponibile per indennizzare le partite Iva. I 12 mld che arriveranno, ad esempio, con l’impegno di essere materialmente accreditati, entro il 30 aprile, da parte dell’Agenzia delle entrate, sebbene da soli valgano quanto tutti i Ristori erogati dal governo precedente (l’asticella si è fermata ai 9 mld a dicembre) andranno a una platea più numerosa di partite Iva, 2.800.000 come detto, tra cui anche i professionisti e autonomi senza codice ateco. Una media di 4.200 euro a soggetto. La forbice degli indennizzi andrà da 1.000 a 150 mila euro. Questi versamenti sono parametrati alla presentazione di una istanza nuova rispetto a quella dei precedenti ristori ma sempre gestita dall’Agenzia delle entrate tramite piattaforma di Sogei. Il dato che si dovrà prendere in considerazione è il calo del 33% del fatturato su base annuale. C’è poi il capitolo della pace fi scale. Il progetto richiesto più volte dall’Agenzia delle entrate è quello di smantellare il magazzino dell’Agenzia della riscossione da quei ruoli inesigibili per cui si crea l’annoso cortocircuito: andarli a recuperare è più oneroso che stralciarli. Rispetto alla precedente edizione di pace fi scale questa propone di azzerare tutte le cartelle dal 2000 al 2015 entro la soglia dei 50 mila euro. Ma questo limite potrebbe essere rivisto al rialzo, se non dal governo, quanto meno in sede di conversione in legge del provvedimento, portandolo a 10 mila euro. Ieri, però secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare sono state manifestate perplessità da parte del presidente del consiglio sul periodo in cui opererebbe lo stralcio delle cartelle. Possibile dunque un arco di tempo più breve per le cartelle dunque dal 2000 al 2011. C’è poi una nuova rottamazione con la possibilità di rateizzare i ruoli in presenza di determinate condizioni e uno stop delle notifi che fi no al prossimo 30 aprile per poi ripartire con il programma di scaglionamento in due anni. Inoltre (si veda altro articolo a pagina 32) trova spazio una definizione agevolata per gli avvisi bonari da notifi care con la possibilità di un azzeramento di interessi e sanzioni con il conteggio dell’offerta che sarà comunicato dall’Agenzia delle entrate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>