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Fondone 2021, primo acconto per gli enti

Fonte: Italia Oggi

Matteo Barbero – Italia Oggi – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

In arrivo nelle casse dei comuni il primo acconto del Fondone 2021 e una pioggia di micro ristori. Dopo l’ok da parte della Conferenza stato-città e autonomie locali del 25 marzo scorso ai decreti di assegnazione, il ministero dell’Interno ha divulgato gli elenchi relativi al piano di riparto fra i singoli enti dei fondi in questione. Si tratta di una mossa fortemente richiesta dalle amministrazioni al fi ne di poter chiudere i bilanci di previsione in tempo utile per la scadenza del 30 aprile. La fetta di torta più consistente è rappresentata dai 220 milioni (200 ai comuni e 20 a province e città metropolitane) del fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali. Si tratta di poco meno della metà dei 500 milioni stanziati dall’ultima legge di bilancio, anche se il decreto Sostegni ci ha aggiunto un ulteriore miliardo. Le risorse aggiuntive saranno attribuite, unitamente al saldo originario di 280 milioni di euro, con un ulteriore decreto da adottare entro il 30 giugno 2021 sulla base di criteri e modalità che tengano conto dei lavori del tavolo tecnico istituito dall’art. 106 del dl 34/2020 e delle risultanze della certifi cazione per l’anno 2020. L’acconto, invece, è stato distribuito secondo una metodologia che, per i comuni, ha suddiviso le risorse disponibili in due macro ambiti di riparto: 130 milioni sono andati sulla base dei criteri e delle modalità di riparto di cui alla metodologia già adottata in sede di riparto del saldo 2020, mentre i restanti 70 milioni sulla base di una stima della riduzione del gettito 2021 relativo all’addizionale comunale Irpef, principalmente dovuta alla traslazione sul 2021 degli effetti della crisi del 2020. A legislazione vigente, infatti, è previsto che il versamento dell’addizionale è effettuato in acconto e a saldo. Il versamento a titolo d’acconto è stabilito nella misura del 30% dell’addizionale ottenuta applicando l’aliquota fi ssata dal comune per l’anno precedente al reddito imponibile dell’anno precedente. Il versamento a titolo di saldo è effettuato l’anno successivo sulla base del reddito imponibile dell’anno cui si riferisce e tenendo conto dell’aliquota effettivamente deliberata dal comune e dell’acconto già versato. È presumibile, pertanto, che gli effetti economici della crisi epidemiologica del 2020 possano manifestarsi sul gettito dell’addizionale comunale versato nel 2021, che rifl ette nella gran parte quanto dovuto per l’anno precedente. La seconda tranche di aiuti mira a ristorare i sindaci a fronte della perdita di gettito derivante dall’esenzione dal canone unico per l’occupazione del suolo pubblico disposta dal decreto Ristori (dl 137/2020) e porterà nelle casse comunali circa 81 milioni. Vale circa 48 milioni, invece, il trasferimento compensativo della perdita di gettito Imu derivante dalla cancellazione della seconda rata 2020 sulle attività turistico-ricettive; al riguardo, c’è però un giallo, nel senso che il Mef ha inserito le relative assegnazioni nella certifi cazione del fondone 2020, anche se ovviamente nessun ente ha potuto contabilizzarle sullo scorso esercizio visto che sono appena state ripartite Le altre assegnazioni comprendono 5 milioni in favore dei comuni di confi ne con altri Paesi europei e dei comuni costieri interessati dalla gestione dei fl ussi migratori, 7,5 milioni ai municipi delle isole minori a parziale copertura delle spese per approvvigionamenti idrici e l’incremento per gli anni 2021 e 2022 del fondo per il sostegno agli enti in defi cit strutturale.

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