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Mancanza di senso del decoro e del dovere fuori dal servizio: licenziato poliziotto

Non pagava affitto e utenze domestiche, subiva lo sfratto per morosità, emetteva assegni a vuoto e teneva altri comportamenti non degli del “senso del dovere e del decoro” che devono essere osservati dagli appartenenti ai ruoli del personale della pubblica amministrazione. Per questo, in seguito a circa trenta procedimenti disciplinari, di cui almeno una decina inerenti comportamenti tenuti fuori servizio e considerati non consoni per un agente della polizia di stato, l’Amministrazione decide di destituirlo dal servizio. Dopo l’accoglimento del ricorso del poliziotto in primo grado, il Consiglio di Stato da ragione all’Amministrazione, ricordando che “pur considerando che l’inadempienza alle obbligazioni contrattuali ai fini disciplinari è punita con la pena pecuniaria, che nel sistema delle sanzioni disciplinari del personale di P.S. è di minor rilevanza rispetto alla deplorazione, alla sospensione ed alla destituzione, tuttavia il d.P.R. n. 737/1981, in caso di recidiva – tanto più se specifica e reiterata – prevede la possibilità di applicare le sanzioni di livello superiore, compresa la destituzione”.

Leggi la sentenza del Consiglio di Stato



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