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Banche dati polizia e privacy: il Garante chiede maggiori garanzie per i cittadini
Il garante per la protezione dei dati personali, con due distinti pareri, richiede più garanzie per i dati dei cittadini trattati per finalità di polizia: informazioni più precise e aggiornate e maggiore protezione dei dati

Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso al Ministero dell’Interno due pareri che mirano a disciplinare il trattamento dei dati utilizzati a fini di polizia. Le principali richieste riguardano maggiore trasparenza, per garantire ai cittadini un migliore controllo sui propri dati e permettere eventuali azioni a sostegno dei propri diritti, e pi protezione per le banche dati. Definiti inoltre i principi di privacy che gli Uffici e i Comandi di polizia dovranno rispettare.

Il primo parere: trattamento dei dati da parte delle forze di polizia

Il primo dei due pareri, sullo schema di decreto del Ministero dell'interno per l'attuazione dell'art. 53 del Codice in materia di protezione dei dati personali, riguarda i trattamento effettuati sui dati dalle forze di polizia. Secondo il Garante i cittadini dovranno sapere quali sono le banche dati utilizzate e quali sono le modalit d’uso (compresi i tempi di conservazione delle informazioni).

Il Garante esprime anche perplessit a proposito dei procedimenti amministrativi per la concessione di autorizzazioni o nulla osta o altri atti di assenso afferenti allo svolgimento di attivit, i quali secondo il suo parere non dovrebbero essere considerati “trattamento finalizzati all’attivit di polizia”.

Il decreto, superato il vaglio delle Commissioni parlamentari, una volta adottato e pubblicato nella Gazzetta ufficiale, dovr essere inserito come allegato al Codice privacy.

Il secondo parere: i dati personali e l’attivit di prevenzione e repressione del crimine

Il secondo parere riguarda uno schema di decreto del Presidente della Repubblica, e in particolare le modalit da applicare ai trattamenti dei dati effettuati al fine di prevenire e reprimere il crimine, secondo i principi del Codice privacy. Anche in questo non sono considerati gli atti amministrativi, i cui dati secondo il Garante necessitano di modalit di conservazione e di uso separate rispetto a quelli utilizzati per finalit di polizia.

Fra le richieste del Garante tempi di conservazioni dei dati pi brevi (da valutare in base alla finalit del dato raccolto). Pi specificatamente, i dati relativi a persone nei confronti delle quali non emerge alcun sospetto o rilievo non possono essere conservati per pi di 90 giorni. Si affronta anche il tema dei droni, il cui utilizzo deve essere normato e non pu comportare pericoli per la popolazione.

Consulta i pareri n. 74 e n. 86 del Garante della Privacy


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