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Tre mld del Recovery Plan già dirottati (in via preventiva) sulla sanità

Luigi Chiarello – Italia Oggi  – In collaborazione con Mimesi s.r.l.

Il piano Next Generation Eu (NGEU) per l’Italia, che dovrebbe sostenere la transizione del tessuto produttivo verso un modello più digitale e green, non ha ancora emesso il suo primo vagito, che parte dei suoi fondi viene già dirottata ad altri scopi. Arriva, infatti, una sforbiciata al fondo di rotazione per la sua attuazione, che sacrifi cherà tre mld di euro per sostenere altro. In primis, la sanità a cui vengono destinati ben due mld e 40 mln di euro. Complessivamente, la decurtazione ammonta, per il 2021, a circa 2.008,4 mln di euro. Per il 2022 il taglio è di 997,6 mln. Lo prevede uno degli emendamenti alla manovra, approvati in commissione bilancio alla Camera dei deputati. Va ricordato che, a seguito dell’intesa raggiunta tra Europarlamento e Consiglio Ue sul recovery plan (si veda ItaliaOggi del 19 dicembre 2020), l’Italia potrà benefi ciare di un anticipo pari a 25 mld di euro circa nel biennio 2021/22, sull’intero ammontare di risorse messe a sua disposizione dall’RRT: il Recovery Plan meglio noto come Recovery and Resilience Facility. L’anticipo concordato a Bruxelles consiste nel 13% dell’intero tesoretto previsto per il Belpaese. A seguito della pandemia, il budget messo complessivamente a disposizione dell’Italia per ricostruire il suo tessuto economico e sociale – attraverso il piano Next Generation EU, di cui il programma RRF è la parte preponderante – ammonta a 207 mld a prezzi 2018 (oltre il 35% dell’intero ammontare Ue); di questi fondi, 87 mld sono sotto forma di sussidi e 120 mld sotto forma di prestiti. Il solo RRF, invece, per il nostro paese vale 196 mld (65 in prestiti e il resto in sovvenzioni a fondo perduto). Dunque, tornando all’emendamento approvato in commissione bilancio a Montecitorio, questo quantifi ca il fondo di rotazione Next Generation Eu per il prossimo biennio in 34.775 mln di euro per il 2021 e 41.305 mln di euro per il 2022. Poi, a seguito della ghigliottina decisa in commissione bilancio, lo riduce a 32.766,6 mln di euro per il 2021 (come detto -2.008,4 mln di euro) e a 40.307,4 mln per il 2022 (-997,6 mln). A cosa serve questa riduzione? Lo spiega lo stesso emendamento: a coprire quota parte degli oneri relativi ad una serie di misure previste dalla stessa legge di bilancio. E, in particolare: – il bonus assunzioni giovani (a cui vanno 200,9 mln per il 2021 e 139,1 mln per il 2022); – il bonus assunzioni donne (a cui si destinano 37,5 mln per il 2021 e 88,5 mln per il 2022); – il fondo garanzia pmi (a cui l’emendamento destina 500 mln per il 2022); – i contratti di formazione medici specializzandi (105 mln per il 2021 e altrettanti per il 2022); – la proroga del personale sanitario a tempo determinato (che attrae dal fondo NGEU 1,1 mld di euro per il 2021); – il fondo sanità e vaccini (a cui vanno 400 mln per il 2021); – e da ultimo, la riduzione delle tasse universitarie. (165 mln sia per il 2021 che per il 2022).

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