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Bastonate e colpi di mattarello? Attenzione all’aggravante di reato

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Provoca lesioni guaribili in sette giorni ad un uomo colpendolo con un manico di scopa. Lei, giudicata in tribunale, viene assolta in seguito alla remissione della querela, ritirata dalla parte offesa. Il P.G. ricorre in Cassazione lamentando l’errata individuazione del reato. Il giudice ha fatto riferimento al reato di “lesioni volontarie”, punibile a querela di parte, e non come avrebbe dovuto al reato di “lesioni personali aggravate” ai sensi dell’art. 585 c.p.

L’aggravante sarebbe configurata dall’uso di un’arma impropria, sarebbe a dire il manico di scopa con cui l’uomo è stato percosso. I giudici ricordano infatti che, in tema di lesioni personali volontarie

“ricorre la circostanza aggravante del fatto commesso con armi quando il soggetto agente utilizzi un manico di scopa od un ombrello, trattandosi di armi improprie, ai sensi dell’art. 4, comma secondo, legge n. 110 del 1975, per il quale rientra in questa categoria, oltre agli strumenti da punta e taglio e gli altri oggetti specificatamente indicati, anche qualsiasi strumento, che, nelle circostanze di tempo e di luogo in cui sia portato, sia potenzialmente utilizzabile per l’offesa della persona”.

Il reato in questione, pertanto, è punibile di ufficio e rientra nella competenza del Tribunale.

Consulta la Sentenza n. 54148 del 20.12.2016, Corte di Cassazione

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