Questo articolo è stato letto 15 volte

Brexit: stangata roaming, patenti da rifare e merci al palo. Tutti i rischi di un mancato accordo

Fonte: https://www.ilsole24ore.com

Il Governo britannico spera ancora di raggiungere un’intesa con Bruxelles in tempo utile, entro metà novembre, ma nel frattempo si prepara alla possibilità di una “hard Brexit”, un’uscita dalla Ue senza accordo. Oggi la premier Theresa May ha riunito i suoi ministri per una riunione speciale per discutere delle prospettive di un “no deal”, alla quale ha partecipato anche il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney.
«Raggiungere un’intesa con la Ue è tuttora l’esito di gran lunga più probabile, – ha detto oggi Dominic Raab, ministro responsabile per l’uscita dalla Ue. – Ora che mancano sei mesi all’uscita dalla Ue però stiamo accelerando i preparativi per assicurarci che la Gran Bretagna continui a prosperare indipendentemente dall’esito dei negoziati».

Il Governo ha pubblicato oggi la seconda tornata di “documenti tecnici” sulle prospettive per diversi settori in caso di hard Brexit. Ai primi 24, pubblicati a fine agosto che trattavano di temi diversi, dai pagamenti online ai farmaci alle sigarette, ne sono stati aggiunti oggi altri 28. Ancora una volta, gli scenari presentati dai documenti sono preoccupanti per gli inglesi, che dovranno affrontare ritardi, disagi, intoppi burocratici e costi aggiuntivi. Vediamo cosa rivelano i documenti presentati oggi:

Londra non chiuderà i confini alle merci europee all’improvviso, assicura il documento tecnico, ma non prevede reciprocità in materia. «Per la maggior parte dei beni la Gran Bretagna continuerà a permettere importazioni che rispettano le regole Ue per un periodo di tempo limitato dopo una Brexit senza accordo», spiega il documento. Per le importazioni in Gran Bretagna quindi il bollino di approvazione Ue verrà rispettato perlomeno in una fase iniziale, prima dell’introduzione di un nuovo “bollino di conformità” britannico. Invece le esportazioni britanniche verso la Ue non avranno una “luna di miele”, per quanto transitoria: già dal giorno dopo Brexit dovranno essere giudicate conformi dalle autorità Ue prima di poter varcare il confine.

Antitrust

Le imprese britanniche che faranno fusioni e acquisizioni dovranno rassegnarsi a essere soggette a un doppio scrutinio, sia da parte delle autorità antitrust britanniche che europee. Londra consiglia alle imprese che hanno intenzione di fare attività di M&A prima del marzo 2019 di contattare al più presto sia la Competition and Markets Authority britannica che la Commissione Europea per sapere se devono rivolgersi a entrambe le autorità antitrust. La Ue continuerà ad avere facoltà di avviare indagini su imprese britanniche accusate di attività che riducono la libera concorrenza nei Paesi dell’Unione.

I limiti sui costi del roaming imposti dalla Ue non saranno più validi in caso di hard Brexit, quindi i cittadini britannici che viaggiano in Europa si troveranno a pagare conti molto più salati per i loro telefoni cellulari. Il Governo britannico però ha intenzione di imporre per legge un tetto massimo di 45 sterline al mese di costi del roaming all’estero. Il documento avverte anche chi usa il cellulare in Irlanda del Nord vicino al confine con la Repubblica irlandese di prestare attenzione perché potrebbe dover inavvertitamente pagare costi aggiuntivi.

 

Patenti di guida

Londra avverte che le patenti di guida britanniche potrebbero non essere più valide in Europa. I cittadini britannici che vogliono guidare sul Continente dovranno probabilmente ottenere una patente di guida internazionale, mentre i cittadini dell’Unione potranno tranquillamente guidare in Gran Bretagna con la loro patente europea. C’è il rischio che la richiesta improvvisa di patenti internazionali possa intasare il sistema e portare a ritardi nel rilascio dei documenti, quindi chi vuole guidare in Europa deve organizzarsi per tempo.

Passaporti

Il termine “Unione Europea” sparirà immediatamente dai passaporti britannici dopo il 29 marzo 2019. Bisognerà invece attendere fino a fine 2019 per passare al nuovo passaporto britannico, che non sarà più Bordeaux ma “blu imperiale”. I cittadini irlandesi potranno continuare a viaggiare e vivere in Gran Bretagna senza restrizioni o controlli alla frontiera.

Dati personali

Imprese e organizzazioni britanniche dovranno assicurarsi di avere il permesso di ricevere dati personali sui loro clienti in Europa.

Porto d’armi

I cittadini britannici in possesso di un’arma da fuoco regolarmente registrata in Gran Bretagna non potranno più portarla in Europa perchè il “pass” europeo non sarà più valido dopo Brexit. A partire dal 29 marzo 2019, dovranno contattare le autorità del Paese europeo nel quale vogliono andare per informarsi su come ottenere un porto d’armi valido.

Spazio

Il Governo britannico non parteciperà più a Galileo, il progetto europeo di navigazione satellitare alternativo all’americano Gps. «Imprese britanniche, accademici e ricercatori non potranno più concorrere per futuri contratti legati al Sistema di navigazione satellitare globale europeo e potrebbero avere difficoltà nel proseguire e completare i contratti già in essere», avverte il documento pubblicato oggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>