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Omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza: non c’è concorso

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Il fatto. Un automobilista, in stato di ebbrezza, percorrendo una curva invadeva l’opposta corsia andando a cagionare la morte del passeggero del veicolo circolante in senso contrario. Secondo le indagini svolte dalla Pubblica Accusa vi era piena responsabilità penale al conducente che perdendo il controllo del mezzo, invadeva la corsia opposta. L’uomo veniva quindi indagato per il reato di omicidio stradale ex art. 589 c.p. e per la contravvenzione ex art. 187 C.d.S..

Per il Gip, però, va disposta l’archiviazione, in quanto essendo stato contestato all’indagato il delitto di omicidio stradale a carico del medesimo non poteva essere contestata anche la contravvenzione prevista dal codice della strada, giacchè assorbita nel primo delitto.

La ratio dell’assorbimento consiste nel fatto che la citata disposizione del codice della strada è già sanzionata, a titolo di circostanza aggravante nella norma penalistica.

Consulta il decreto 28/8/2017 del Tribunale di Grosseto

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