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Chi supera l’esame ma non riceve la patente per mancanza dei “requisiti morali” deve ricevere adeguata spiegazione

Viene presentato ricorso contro il provvedimento con cui, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha negato la patente di guida per l’assenza, in capo al ricorrente, dei requisiti morali di cui all’art. 120 del Codice della Strada.

Il soggetto ha in seguito chiesto di conoscere gli atti che hanno spinto a tale provvedimento, senza ottenere risposta. Secondo i giudici è evidente che il candidato abbia un interesse qualificato, che ne legittima la domanda e presuppone al suo accoglimento. Il ricorso deve, pertanto essere accolto. Le amministrazioni resistenti, che detengono i documenti richiesti, dovranno consentire al ricorrente l’accesso.

Tuttavia, in merito ad un altro punto del ricorso, il TAR ricorda che non sussiste alcun obbligo per l’amministrazione di pronunciarsi su una richiesta di annullamento in autotutela del provvedimento di diniego. Il potere di autotutela non si esercita infatti in base ad un’istanza di parte, che al massimo può avere portata sollecitatoria, non i donea a generare alcun obbligo giuridico.

Consulta la Sentenza n. 2139/2017, TAR Campania

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